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Contributi per l’autoproduzione di energia rinnovabile: aperto il bando

4 Aprile, 2025

Dall’inizio di aprile 2025 è ufficialmente operativa la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che incentiva l’autoproduzione energetica nelle piccole e medie imprese. Il programma, sostenuto da uno stanziamento di 320 milioni di euro, consente alle PMI di presentare domanda per ottenere contributi finalizzati all’installazione di impianti fotovoltaici e mini eolici. La finestra temporale per l’invio delle richieste si è aperta il 4 aprile e resterà attiva fino al 17 giugno 2025, offrendo alle imprese italiane un’opportunità strategica per ridurre i costi energetici e incrementare la sostenibilità aziendale attraverso l’autoconsumo.

Requisiti e finalità dell’intervento agevolativo

Il decreto ministeriale del 13 novembre 2024 rappresenta la base normativa dell’intervento, finalizzato a potenziare l’indipendenza energetica delle micro, piccole e medie imprese attraverso l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La misura si inserisce nel quadro delle politiche nazionali di transizione energetica, offrendo un sostegno concreto alla riduzione dei costi operativi e all’impronta ambientale delle attività produttive.

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Le agevolazioni sono rivolte alle MPMI che intendono investire in impianti solari fotovoltaici o mini eolici per l’autoproduzione energetica, con l’importante vincolo che l’energia generata sia destinata all’autoconsumo immediato o stoccata mediante sistemi di accumulo per un autoconsumo differito. Questa caratteristica è fondamentale per l’ammissibilità del progetto e sottolinea la volontà del legislatore di favorire l’autonomia energetica piuttosto che la vendita dell’energia prodotta.

Sono escluse dal beneficio le imprese operanti nel settore carbonifero, nella produzione primaria di prodotti agricoli e nei comparti della pesca e dell’acquacoltura, in linea con le normative europee sugli aiuti di Stato.

Ripartizione delle risorse e intensità degli aiuti

La dotazione finanziaria complessiva di 320 milioni di euro presenta una distribuzione strategica che riflette le priorità di sviluppo territoriale e dimensionale:

  • Il 40% delle risorse è riservato alle Regioni del Mezzogiorno, evidenziando l’obiettivo di ridurre il divario economico territoriale
  • Un ulteriore 40% del budget è destinato specificamente alle micro e piccole imprese, favorendo così le realtà imprenditoriali di dimensioni più contenute

L’intensità dell’aiuto varia in funzione della dimensione aziendale e della tipologia di investimento:

  • 30% dei costi ammissibili per le medie imprese;
  • 40% dei costi ammissibili per le micro e piccole imprese;
  • 30% dei costi per l’eventuale componente di stoccaggio dell’energia elettrica;
  • 50% delle spese relative alla diagnosi energetica preliminare.

Questi parametri determinano il contributo massimo ottenibile da ciascuna impresa, sempre nel rispetto dei limiti di spesa previsti dal bando.

Requisiti progettuali e spese ammissibili

I progetti presentati devono rispettare specifici parametri dimensionali ed essere focalizzati su una singola unità produttiva del soggetto proponente. L’investimento deve prevedere una spesa compresa tra 30.000 euro e 1 milione di euro, definendo così una soglia minima per garantire progetti di impatto significativo e un tetto massimo per consentire la distribuzione delle risorse tra un numero adeguato di beneficiari.

Le spese ammissibili comprendono diverse categorie di investimento, tutte funzionali alla realizzazione del sistema di autoproduzione energetica:

  • Acquisto, installazione e messa in esercizio di impianti solari fotovoltaici o mini eolici, purché si tratti di beni materiali nuovi e strumentali;
  • Apparecchiature e tecnologie digitali strettamente connesse all’operatività degli impianti;
  • Sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta, essenziali per l’autoconsumo differito;
  • Diagnosi energetica necessaria alla pianificazione efficace degli interventi.

È importante sottolineare che le spese sono ammissibili solo se sostenute a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione, elemento che richiede una pianificazione attenta della tempistica progettuale.

Procedura di accesso e valutazione delle domande

L’accesso alle agevolazioni avviene mediante una procedura valutativa a graduatoria, modalità che prevede la comparazione dei progetti sulla base di criteri predeterminati. Le domande devono essere presentate telematicamente tramite il portale di Invitalia, soggetto attuatore della misura, a partire dalle ore 12:00 del 4 aprile 2025.

Il termine inizialmente previsto per la presentazione è stato oggetto di proroga con decreto del 31 marzo 2025, che ha posticipato la scadenza alle ore 12:00 del 17 giugno 2025. Questa estensione temporale offre alle imprese un margine più ampio per la preparazione della documentazione necessaria e la definizione puntuale dei progetti di investimento.

La valutazione dei progetti seguirà i criteri definiti nel decreto ministeriale del 13 marzo 2025, che disciplina nel dettaglio le modalità di accesso ai fondi. L’istruttoria terrà conto non solo della conformità formale delle domande, ma anche della qualità progettuale e dell’impatto potenziale in termini di efficienza energetica e riduzione delle emissioni.

Vantaggi strategici per le PMI

L’adesione a questa misura rappresenta per le PMI un’opportunità che va oltre il mero beneficio economico immediato. L’investimento in sistemi di autoproduzione energetica consente infatti di:

  • Ridurre strutturalmente i costi energetici aziendali, componente sempre più rilevante nei bilanci delle imprese;
  • Accrescere l’autonomia rispetto alle fluttuazioni del mercato energetico,
  • Migliorare il profilo di sostenibilità ambientale, elemento sempre più valorizzato dai consumatori e dai partner commerciali;
  • Anticipare adempimenti normativi futuri in materia di efficienza energetica.

La possibilità di abbinare all’impianto principale anche sistemi di accumulo dell’energia amplifica questi benefici, consentendo di ottimizzare l’autoconsumo anche nei periodi di minore produzione o maggiore fabbisogno energetico.

Considerazioni operative per le imprese interessate

Le imprese che intendono beneficiare di questa opportunità dovrebbero avviare tempestivamente un’analisi preliminare della propria situazione energetica, idealmente attraverso una diagnosi formale che, come visto, può beneficiare di un’intensità di aiuto particolarmente favorevole (50%).

Il progetto deve essere calibrato sulle effettive necessità di autoconsumo dell’unità produttiva, evitando sovradimensionamenti che potrebbero risultare inefficienti o addirittura penalizzanti in fase di valutazione. È inoltre fondamentale verificare preventivamente la compatibilità tecnica dell’impianto con le caratteristiche strutturali del sito produttivo (disponibilità di superfici idonee, orientamento, assenza di vincoli).

Data la natura competitiva della procedura di selezione, particolare attenzione dovrà essere posta alla qualità della documentazione presentata e alla robustezza delle analisi tecniche ed economiche a supporto, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per il posizionamento in graduatoria.

La scadenza prorogata al 17 giugno 2025 offre un margine temporale adeguato per la preparazione accurata delle domande, ma considerata la complessità progettuale e documentale, è consigliabile avviare il processo con ampio anticipo rispetto alla data limite.

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