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Evasometro fiscale: il nuovo strumento della Guardia di Finanza

4 Aprile, 2025

La Guardia di Finanza ha annunciato l’implementazione di un innovativo sistema di monitoraggio fiscale denominato “evasometro”. Questo strumento funzionerà come un vero e proprio termometro per misurare il livello di rischio evasivo dei contribuenti con elevati debiti fiscali. Il sistema, illustrato dal generale Luigi Vinciguerra durante un’audizione in commissione finanze del Senato, utilizzerà indicatori specifici per attribuire un indice di rischio ai soggetti monitorati, consentendo interventi mirati ed efficaci per contrastare l’evasione.

Come funziona il termometro dell’evasione

L’evasometro fiscale si baserà su un’analisi approfondita della posizione tributaria dei contribuenti, con particolare attenzione a coloro che presentano significative esposizioni debitorie nei confronti dell’erario. Il sistema elaborerà un indice di rischio fiscale attraverso la valorizzazione di molteplici indicatori specifici, creando una sorta di “temperatura di evasione”. I soggetti che risulteranno maggiormente “febbricitanti” saranno inseriti in apposite liste che verranno successivamente affidate ai reparti della Guardia di Finanza per gli approfondimenti sul campo.

Un aspetto particolarmente interessante del nuovo strumento riguarda l’incrocio dei dati relativi ai debiti fiscali con le informazioni sulle disponibilità finanziarie. Saranno infatti monitorati con particolare attenzione i contribuenti che, pur avendo consistenti pendenze con il fisco, risultano possessori di ingenti disponibilità economiche, sia presso intermediari residenti sia all’estero, grazie alle informazioni ottenute tramite lo scambio automatico secondo il Common Reporting Standard (CRS).

Obiettivi e strategia di contrasto all’evasione

La strategia delineata dal generale Vinciguerra punta principalmente a prevenire la formazione di ulteriori crediti inesigibili, evitando così l’incremento dello stock di crediti pregressi di rilevante entità. Un approccio pragmatico che si traduce in direttive precise per i reparti operativi: evitare l’esecuzione di attività ispettive qualora non vi siano effettive prospettive di recupero, come nel caso di soggetti sottoposti a procedure concorsuali o delle società cartiere.

Queste ultime rappresentano un fenomeno particolarmente insidioso: a fronte di volumi d’affari milionari, derivanti dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti, non presentano alcuna consistenza patrimoniale, risultando delle mere “scatole vuote”. Per tali situazioni, la strategia adottata è quella della cessazione d’ufficio della partita IVA, un intervento che nel corso del 2024 ha portato alla chiusura di oltre 3.800 posizioni per manifesta irregolarità.

La lotta alle frodi fiscali: fenomeni sotto osservazione

I controlli della Guardia di Finanza si attivano principalmente per debiti erariali superiori alla soglia di 50 mila euro, con l’obiettivo di ricostruire il percorso dei beni e rendere possibile il recupero delle imposte dovute. L’attività operativa ha permesso di individuare due fenomeni particolarmente rilevanti nel panorama dell’evasione fiscale italiana:

  • Il meccanismo delle società “apri e chiudi”, vere e proprie partite IVA temporizzate che nascono con l’unico scopo di evadere il fisco per poi sparire rapidamente;
  • Le frodi in materia di crediti d’imposta, un fenomeno in crescita anche a causa della proliferazione di incentivi fiscali introdotti negli ultimi anni.

Per contrastare efficacemente queste tipologie di frode, l’azione dei militari si sviluppa su due binari paralleli: da un lato le indagini di polizia giudiziaria, dall’altro lo svolgimento di controlli e verifiche mirate. L’obiettivo è duplice: ricostruire il patrimonio dei soggetti sottoposti a indagini e prevenire la dispersione dei beni aziendali per finalità illecite.

Nuovi strumenti e sinergie istituzionali

Per potenziare l’efficacia dell’azione di contrasto, la Guardia di Finanza ha richiesto che le comunicazioni alle banche dati fiscali avvengano con frequenza mensile da parte degli operatori finanziari. Questo permetterebbe di sfruttare le potenzialità di dati finanziari e fiscali costantemente aggiornati, migliorando la tempestività e l’efficacia degli interventi.

Un ulteriore strumento a disposizione delle Fiamme Gialle dal 1° gennaio 2025 è la Silver notice, un’attività che consente di interrogare le banche dati patrimoniali in oltre 50 paesi. Questa nuova capacità investigativa transnazionale rappresenta un significativo passo avanti nella lotta all’evasione fiscale, permettendo di tracciare patrimoni nascosti oltre confine.

Tutto questo sistema si sviluppa nell’ambito dell’Unità Integrata Permanente di Analisi del Rischio (UIPAR), un vero e proprio centro di analisi interistituzionale che ha lo scopo di razionalizzare l’uso di strumenti e risorse, evitando duplicazioni e dispersione di iniziative.

Distinguere tra evasori seriali e contribuenti in difficoltà

Come sottolineato dal presidente della commissione finanze del Senato  un approccio mirato basato sull’incrocio dei dati rappresenta una strategia di buon senso, che consente anche di distinguere tra diverse tipologie di contribuenti. In particolare, permette di differenziare i soggetti che aderiscono alla rottamazione delle cartelle in buona fede da chi invece utilizza questi strumenti in maniera puramente strumentale per continuare a eludere i propri obblighi fiscali.

L’evasometro fiscale rappresenta quindi un tassello fondamentale nella strategia complessiva di lotta all’evasione, puntando a colpire in modo mirato e scientifico i comportamenti più gravi e reiterati, salvaguardando al contempo i contribuenti che, pur in difficoltà, mantengono un atteggiamento collaborativo nei confronti del fisco.

In sintesi

IN SINTESI


Che cos’è l’evasometro fiscale annunciato dalla Guardia di Finanza? È un nuovo sistema di monitoraggio che attribuisce un indice di rischio evasivo ai contribuenti con elevati debiti fiscali, permettendo interventi mirati contro l’evasione.


Come funziona tecnicamente questo strumento? Analizza la posizione tributaria e finanziaria dei soggetti, incrociando dati fiscali e patrimoniali per individuare chi ha debiti ma anche ingenti disponibilità economiche, generando una sorta di “temperatura” del rischio evasivo.


Quali sono gli obiettivi principali del progetto? Prevenire la crescita di crediti fiscali inesigibili, concentrando gli sforzi solo dove ci siano prospettive di recupero reale ed evitando sprechi di risorse su soggetti falliti o società di comodo.


Quali fenomeni evasivi sono sotto particolare osservazione? Le società “apri e chiudi” e le frodi legate ai crediti d’imposta, entrambe sfruttate per evadere imposte e sottrarre beni al fisco.


Quali strumenti supportano l’azione investigativa? L’evasometro si integra con nuove sinergie istituzionali come la UIPAR e con strumenti avanzati come la Silver notice, che consente accesso a dati patrimoniali in oltre 50 paesi.


Come si distingue un evasore da un contribuente in difficoltà? L’uso intelligente dell’incrocio dati permette di separare chi elude il fisco in modo sistematico da chi ha debiti ma agisce in buona fede, ad esempio aderendo correttamente a misure di sanatoria.

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