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Linee guida ABI per il supporto alle imprese in difficoltà finanziarie: cosa cambia per le PMI

1 Aprile, 2025

L’Associazione Bancaria Italiana ha recentemente pubblicato, in sinergia con le principali associazioni imprenditoriali, un nuovo documento contenente linee guida strategiche destinate alle imprese che stanno attraversando un periodo di temporanea difficoltà economica. Questo strumento rappresenta un concreto passo avanti per l’accesso a misure specifiche come la sospensione delle rate dei finanziamenti bancari, offrendo un quadro chiaro delle regole europee e delle procedure necessarie per mitigare gli impegni finanziari.

Nuovi strumenti per la gestione delle crisi temporanee

Il documento pubblicato dall’ABI costituisce un prezioso supporto per le aziende che si trovano ad affrontare momentanei squilibri finanziari. La finalità principale è quella di delineare percorsi concreti per accedere alla sospensione dei pagamenti delle rate dei prestiti bancari, fornendo una panoramica esaustiva del quadro normativo europeo in materia.

Elemento fondamentale evidenziato nelle linee guida è la necessità di agire tempestivamente non appena emergono i primi segnali di difficoltà, ricorrendo anche all’assistenza di consulenti specializzati. Questo approccio proattivo consente di instaurare un dialogo costruttivo con l’istituto di credito riguardo alla propria situazione economico-finanziaria, facilitando così una ripresa ordinata del rimborso una volta superato il periodo critico.

Limiti attuali e prospettive di cambiamento

Un aspetto particolarmente rilevante messo in luce nel documento riguarda le attuali limitazioni imposte dalle disposizioni di vigilanza europee. Queste normative restringono significativamente la flessibilità degli istituti bancari nell’applicare misure di facilitazione per il rimborso dei crediti alle imprese in temporanea difficoltà.

Di fronte a questa problematica, l’ABI e le associazioni imprenditoriali hanno avviato un’azione congiunta, sollecitando le istituzioni nazionali ed europee ad accelerare la modifica di tali disposizioni. L’obiettivo è ampliare le opportunità di supporto alle imprese, creando un sistema più resiliente e capace di rispondere efficacemente alle esigenze del tessuto produttivo durante fasi di instabilità economica.

La classificazione del rischio e i suoi impatti

Nella valutazione delle posizioni dei clienti, le banche devono operare un’attenta classificazione del rischio. Quando ricevono una domanda di sospensione del finanziamento, gli istituti di credito sono tenuti a considerare diversi fattori determinanti, tra cui:

  • Il carattere effettivamente transitorio della difficoltà finanziaria;
  • La durata prevista del periodo di sospensione;
  • L’esistenza di garanzie pubbliche o private a supporto.

Particolare attenzione viene dedicata all’applicazione dell’attributo “forborne“, che identifica l’applicazione di una misura di facilitazione (tolleranza) nel rimborso. Benché questa classificazione rimanga ad uso interno della banca e non venga segnalata alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, rappresenta comunque un elemento di valutazione significativo.

Condizioni per il superamento della classificazione forborne

La guida ABI chiarisce in modo dettagliato le condizioni necessarie per eliminare la qualifica “forborne”, che può avvenire quando:

  • L’esposizione oggetto della misura di tolleranza è rimasta in bonis per almeno due anni (il cosiddetto “periodo di prova“);
  • Durante almeno la metà del periodo di prova sono stati effettuati pagamenti regolari di capitale o interessi per un importo complessivo significativo;
  • Nessuna delle esposizioni del debitore risulta scaduta da più di 30 giorni al termine del periodo di prova.

In caso di irregolarità nel rapporto rinegoziato, la posizione potrebbe essere classificata in “default“, specialmente se il cliente ha già beneficiato di analoghe facilitazioni in passato, come nel caso di un precedente “periodo di cura” nell’anno precedente o se sono presenti scaduti di oltre 30 giorni nei due anni precedenti.

Un aspetto vantaggioso per le imprese è che il finanziamento in default non viene necessariamente segnalato in Centrale Rischi, a meno che non sia classificato in sofferenza, situazione che si verifica quando la banca ritiene che non ci siano più possibilità di recupero senza avviare procedure esecutive.

Come ottenere l’estensione delle garanzie sui finanziamenti

La seconda parte del documento fornisce indicazioni dettagliate sulle modalità e condizioni per richiedere l’estensione delle garanzie esistenti sui finanziamenti per i quali si richiede la sospensione del rimborso delle rate. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le imprese che beneficiano di garanzie pubbliche, come quelle rilasciate dal Fondo di Garanzia per le PMI, ISMEA o SACE.

L’estensione delle garanzie rappresenta un elemento fondamentale per consentire alle imprese di accedere con maggiore facilità alle misure di sospensione, in quanto offre agli istituti di credito una maggiore sicurezza sul rientro dell’esposizione.

Un approccio integrato alla gestione delle difficoltà finanziarie

Queste linee guida si inseriscono in un contesto più ampio di interventi volti a sostenere il sistema produttivo italiano in un periodo di complessità economica. La collaborazione tra ABI e associazioni imprenditoriali dimostra la volontà di creare un ecosistema finanziario più flessibile e attento alle esigenze reali delle imprese.

Per le PMI, che costituiscono l’ossatura del tessuto economico italiano, la disponibilità di strumenti concreti per affrontare le difficoltà temporanee rappresenta un fattore cruciale di resilienza. La tempestività dell’intervento e la corretta gestione del dialogo con gli istituti di credito diventano elementi determinanti per superare le fasi critiche e garantire la continuità aziendale.

Il documento dell’ABI offre quindi una bussola preziosa per orientarsi tra le diverse opzioni disponibili, con indicazioni pratiche che possono fare la differenza nella gestione delle crisi temporanee di liquidità.

In sintesi

IN SINTESI


Qual è l’obiettivo principale del nuovo documento pubblicato dall’ABI? Fornire alle imprese in difficoltà economica temporanea delle linee guida strategiche per accedere alla sospensione delle rate dei finanziamenti bancari, chiarendo le regole europee e le procedure da seguire.


Quali sono gli strumenti proposti per gestire le crisi temporanee? Il documento suggerisce di agire tempestivamente ai primi segnali di difficoltà, rivolgendosi anche a consulenti esperti, per instaurare un dialogo con la banca e pianificare la ripresa ordinata del rimborso.


Quali sono i limiti normativi attualmente in vigore? Le disposizioni di vigilanza europee limitano la flessibilità delle banche nell’offrire facilitazioni, motivo per cui ABI e associazioni imprenditoriali chiedono un aggiornamento delle normative per un sistema più reattivo e resiliente.


Come viene valutata la richiesta di sospensione di un finanziamento? Le banche considerano il carattere transitorio della crisi, la durata della sospensione e l’eventuale presenza di garanzie, applicando eventualmente la classificazione interna “forborne” come indicatore di tolleranza concessa.


Cosa comporta la classificazione “forborne” e come può essere superata? La qualifica viene rimossa dopo un periodo di prova di almeno due anni con regolari pagamenti e senza esposizioni scadute da oltre 30 giorni; in caso contrario, si rischia la classificazione in default, anche se non necessariamente segnalata alla Centrale Rischi.


Quali indicazioni vengono fornite sull’estensione delle garanzie? Il documento spiega come richiedere l’estensione delle garanzie pubbliche esistenti (come Fondo PMI, ISMEA o SACE) per facilitare l’accesso alla sospensione delle rate, offrendo maggiore sicurezza alle banche.


Che visione strategica emerge dal documento ABI? Si punta a costruire un sistema finanziario più flessibile e vicino alle esigenze delle imprese, in particolare delle PMI, rafforzando la resilienza del tessuto economico italiano tramite strumenti concreti e un approccio coordinato tra banche e imprese.

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