Dal 1° aprile 2025 è entrato ufficialmente in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce la precedente versione del 2007. L’INPS, con la Circolare n. 71 del 31 marzo 2025, ha fornito le istruzioni operative per l’adeguamento delle procedure di iscrizione e variazione aziendale, aggiornando contestualmente il “Manuale di classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali ed assistenziali” secondo l’articolo 49 della Legge n. 88/1989. Questo cambiamento comporta importanti novità per imprese, professionisti e consulenti del lavoro che dovranno adeguarsi al nuovo sistema di codifica delle attività economiche, con ripercussioni sugli adempimenti contributivi e previdenziali.
La nuova classificazione ATECO: struttura e caratteristiche
La classificazione ATECO rappresenta la versione italiana della nomenclatura europea NACE (Nomenclature statistique des activités économiques dans la Communauté européenne). Si tratta di un sistema di codici alfanumerici che, al massimo livello di dettaglio, arrivano fino a 6 cifre, coincidendo con la classificazione NACE fino alla quarta cifra, corrispondente alla “classe”.
La nuova ATECO 2025 costituisce la versione nazionale della classificazione europea NACE rev 2.1 ed è entrata in vigore dal 1° gennaio 2025, diventando operativa dal 1° aprile 2025, come stabilito dal Comunicato ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2024.
A livello nazionale, la revisione ha interessato principalmente i codici a 5 e 6 cifre, che identificano rispettivamente le categorie e le sottocategorie, mantenendo la conformità con la classificazione NACE vigente a livello europeo. Questa riorganizzazione riflette l’evoluzione del tessuto economico e produttivo, con l’introduzione di nuove attività e la ridefinizione di quelle esistenti.
L’adozione della nuova classificazione da parte dell’INPS
Come tutte le Amministrazioni Pubbliche, anche l’INPS ha dovuto adeguare i propri sistemi informativi alla nuova classificazione ATECO 2025. Questo adeguamento ha comportato l’aggiornamento della “Procedura Iscrizione e Variazione azienda”, che dal 1° aprile 2025 consente di assegnare il nuovo codice ATECO alle matricole aziendali richieste dai datori di lavoro in caso di inizio attività con dipendenti.
È importante sottolineare che l’attribuzione del codice ATECO avviene sulla base della visura camerale della CCIAA, con conseguente assegnazione del codice statistico contributivo (CSC) corrispondente all’attività economica dichiarata.
Per le imprese costituite prima del 1° aprile 2025 che assumono dipendenti successivamente a tale data, ma alle quali non sia ancora stato riattribuito dalla CCIAA il codice ATECO 2025, la procedura INPS consente comunque di inserire il vecchio codice ATECO 2007, proponendo automaticamente il corrispondente codice ATECO 2025. Questo meccanismo di transizione permette di perfezionare l’iscrizione e adempiere agli obblighi contributivi senza interruzioni.
La gestione delle posizioni già attive
Per quanto riguarda le matricole attive iscritte prima del 1° aprile 2025, l’INPS ha previsto un processo di progressiva riattribuzione del nuovo codice ATECO 2025 corrispondente all’attività economica esercitata. Questa operazione avverrà anche sulla base dell’attività di riattribuzione effettuata dalla CCIAA, con l’eventuale riallineamento di eventuali difformità rispetto a quanto indicato nella posizione contributiva.
Le modalità e le tempistiche di questa attività di riattribuzione saranno comunicate dall’INPS con successivi messaggi. Nel frattempo, qualsiasi richiesta di variazione contributiva comporterà l’attribuzione provvisoria di un codice ATECO 2025 sulla base del corrispondente codice ATECO 2007 presente nell’archivio anagrafico, che sarà soggetto a consolidamento al termine della fase di riattribuzione generale.
Il nuovo Manuale di classificazione dei datori di lavoro
Parallelamente all’aggiornamento delle procedure informatiche, l’INPS ha adottato una nuova versione del “Manuale di classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali ed assistenziali in base all’articolo 49 della legge 88/1989”, aggiornata alla classificazione ATECO 2025.
Questo manuale rappresenta uno strumento fondamentale per la corretta classificazione delle attività economiche ai fini previdenziali, in quanto per ogni attività catalogata dall’ISTAT viene riportato il corrispondente codice statistico contributivo (CSC) da attribuire.
Per le attività che presentano particolarità di classificazione, il manuale include dei riquadri evidenziati in rosso, denominati “Particolari criteri di inquadramento”, contenenti note esplicative che illustrano le varie specificità, con riferimento alle circolari e ai messaggi emanati dall’INPS, nonché alle eventuali disposizioni normative rilevanti per quella specifica attività.
Il nuovo CSC 70713 per le attività di consulenza
Una delle novità più rilevanti introdotte con la classificazione ATECO 2025 è l’istituzione del nuovo codice statistico contributivo (CSC) 70713, dedicato alle attività di consulenza. Questo codice si articola in:
- 7: Terziario (commercio, servizi, professioni, arti);
- 07: Attività varie (terziario, professionisti e artisti, ecc.);
- 13: Attività di consulenza.
È importante evidenziare che il nuovo CSC 70713 ha le stesse caratteristiche del precedente CSC 70708. Di conseguenza, dal 1° aprile 2025, le matricole aziendali che hanno codici ATECO riferiti ad attività di consulenza saranno classificate con il nuovo CSC 70713.
Questo cambiamento riflette la crescente importanza del settore della consulenza nell’economia moderna e la necessità di una sua più precisa identificazione ai fini previdenziali e contributivi.
Impatto sulle Gestioni speciali autonome
Per quanto riguarda le Gestioni speciali autonome degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, l’INPS ha previsto un aggiornamento delle procedure relative alla gestione dei codici di classificazione delle attività economiche, che permetterà l’acquisizione dei codici ATECO 2025. Le specifiche modalità operative saranno comunicate con un successivo messaggio.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per i lavoratori autonomi che dovranno verificare la corretta classificazione della propria attività secondo i nuovi codici ATECO, per garantire l’applicazione del corretto regime contributivo.
Novità per la Gestione separata
Per quanto concerne la Gestione separata, l’INPS ha previsto disposizioni specifiche sia per i committenti che per i professionisti.
Committenti
Per i committenti, nei flussi Uniemens trasmessi a partire dal 1° aprile 2025, anche se riferiti a periodi precedenti, nel campo “codice Istat” dovrà essere inserito il codice ATECO 2025. La classificazione esistente nella sezione anagrafica rimarrà valida fino alla lettura di eventuali variazioni presso il Registro delle imprese, l’Anagrafe tributaria o attraverso un processo di ricodifica.
Professionisti
Per i lavoratori che si iscrivono per la prima volta alla Gestione separata dal 1° aprile 2025, la procedura di iscrizione è stata aggiornata con i codici ATECO 2025. Per i soggetti già presenti negli archivi gestionali al 31 marzo 2025, la classificazione esistente nella sezione anagrafica rimarrà valida fino alla lettura di eventuali variazioni presso l’Anagrafe tributaria o attraverso un processo di ricodifica.
Esempi pratici di applicazione della nuova classificazione
Per comprendere meglio l’impatto della nuova classificazione ATECO 2025, consideriamo alcuni esempi pratici:
Esempio 1: Un’impresa di consulenza informatica costituita nel 2023 con codice ATECO 2007 “62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica”. Dal 1° aprile 2025, questa impresa sarà classificata con il nuovo codice ATECO 2025 corrispondente e le sarà attribuito il nuovo CSC 70713 specifico per le attività di consulenza, in sostituzione del precedente CSC 70708.
Esempio 2: Un’impresa di nuova costituzione che inizia l’attività con dipendenti dopo il 1° aprile 2025. In fase di iscrizione all’INPS, dovrà indicare direttamente il codice ATECO 2025 riportato nella visura camerale. Se la CCIAA non ha ancora provveduto all’attribuzione del nuovo codice, l’impresa potrà indicare il codice ATECO 2007 e il sistema proporrà automaticamente il corrispondente codice ATECO 2025.
Esempio 3: Un professionista già iscritto alla Gestione separata prima del 31 marzo 2025. La sua classificazione rimarrà invariata fino a quando non verranno rilevate variazioni presso l’Anagrafe tributaria o non verrà effettuato un processo di ricodifica. Se il professionista dovesse modificare la propria attività dopo il 1° aprile 2025, dovrà utilizzare i nuovi codici ATECO 2025.