La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
L’errore «JavaFX has been removed from JDK 8» dipende dall’incompatibilità tra alcuni applicativi dell’Agenzia delle Entrate, come CIR20 e IRAP, e l’ambiente Java installato sul computer. Il blocco può compromettere gli adempimenti in prossimità delle scadenze, ma si risolve utilizzando una versione compatibile, come Java 8u441, oppure configurando alternative più ordinate quali Zulu JRE e OpenWebStart. La scelta va verificata per programma e sistema operativo, perché il problema è ricorrente nell’infrastruttura di distribuzione e non un malfunzionamento isolato.
Il Milleproroghe 2026 è stato convertito definitivamente dal Senato e conferma bonus giovani e agevolazioni per la ZES Unica, ma con risorse ridotte rispetto alle misure originarie. Il provvedimento rinvia al 2027 i testi unici fiscali, mantiene fino al 30 settembre 2026 la possibilità di svolgere assemblee societarie online e interviene su assunzioni dell’Agenzia delle Entrate, sanità, mobilità nelle aree di crisi e assicurazioni per il danno erariale. Restano invece senza novità la rottamazione e altre misure non prorogate.
La Legge di Bilancio 2026 modifica il cumulo tra iperammortamento e contributi pubblici: la maggiorazione si applica soltanto alla quota di investimento non coperta da altri aiuti. Per le imprese meridionali, che possono beneficiare di sostegni più consistenti, il vantaggio relativo rispetto alle aziende di altre aree si riduce, anche se l’agevolazione resta utilizzabile nel rispetto dei requisiti. Prima di investire occorre quindi isolare la parte finanziata, calcolare correttamente il costo agevolabile e documentare aiuti, quote e adempimenti.
Il quadro VL ricostruisce il saldo IVA annuale sommando debito o credito emergente dalle liquidazioni e versamenti effettuati, con regole specifiche per contribuenti mensili e trimestrali: per questi ultimi il quarto trimestre incide nel riepilogo annuale. Il rigo VL30 richiede di indicare i versamenti periodici, compresi quelli risultanti dalle comunicazioni Lipe, così da rendere coerenti dichiarazione e pagamenti. Errori o disallineamenti possono alterare il saldo; eventuali eccedenze versate vanno individuate e gestite secondo la disciplina applicabile.
La decadenza dell’accertamento non si determina più guardando soltanto al 31 dicembre: proroghe emergenziali, contraddittorio preventivo, accertamento con adesione e regole speciali per monitoraggio, crediti, aiuti di Stato e tributi locali possono spostare il termine. La scadenza va ricostruita in base all’annualità, al tributo e agli eventi del procedimento, verificando anche la data di adozione e notifica dell’atto. Contribuenti e difensori devono quindi conservare le prove del calendario, controllare motivazione e termini e valutare i rimedi disponibili.
Il decreto PNRR 2026 elimina l’obbligo di conservare le ricevute cartacee dei POS, ma non quello decennale di conservazione: la prova del pagamento può essere sostituita dalla documentazione digitale della banca solo se riferita ai documenti previsti e contiene il dettaglio analitico di ogni operazione. La semplificazione riguarda le ricevute POS, che non sono scontrini, fatture o ricevute fiscali; gli altri documenti restano soggetti alle regole ordinarie. Imprese e professionisti devono assicurare integrità, reperibilità e conservazione della documentazione.
Dopo la sentenza T-689/24 del Tribunale UE, l’Italia si prepara a riconoscere la retro imputabilità dell’IVA sulle fatture di acquisto, superando i limiti temporali oggi previsti dalla disciplina nazionale. Il viceministro Leo ha annunciato un adeguamento in tempi brevi, anche in vista del Testo Unico IVA del 2027, ma il recepimento non è ancora completato. Nel frattempo il contribuente può invocare direttamente i principi della pronuncia, valutando caso per caso effetti, documentazione e compatibilità con registrazione, dichiarazione e versamenti.
Il quadro VQ della dichiarazione IVA riguarda i versamenti periodici relativi ad anni precedenti che il contribuente non ha eseguito spontaneamente o che ha ripreso dopo una sospensione per eventi eccezionali. La compilazione è obbligatoria anche quando nell’anno non vi siano nuovi versamenti di questo tipo, se una precedente dichiarazione evidenzia ancora una differenza positiva tra il credito potenziale e quello effettivamente liquidato. Occorre quindi ricostruire i dati storici, compilare correttamente le colonne e verificare la documentazione.
La riapertura della rottamazione quater per i contribuenti decaduti è stata esclusa dal Milleproroghe approdato alla Camera il 20 febbraio 2026, soprattutto per l’assenza delle necessarie coperture finanziarie. Il Governo, però, intende riproporla nel prossimo decreto fiscale, senza averne ancora definito tempi e contenuti. Restano inoltre da chiarire la sospensione del contributo di 2 euro sui minipacchi extra UE, contestato rispetto al diritto europeo, e la correzione delle regole IVA sulle permute nei contratti pluriennali in corso.
Secondo l’attuale prassi dell’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione integrativa a favore non consente di recuperare l’IVA detraibile quando una fattura passiva è stata registrata oltre i termini. La registrazione tardiva impedisce infatti di esercitare validamente la detrazione nel periodo corretto e non può essere sanata trasformando l’integrativa in uno strumento di recupero del credito. La posizione, affermata nella risposta n. 479/2023 e ribadita dalla n. 115/2025, resta discussa in dottrina e presenta profili di possibile contrasto con i principi unionali.