La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
Per i dispositivi di pagamento elettronico attivati dal 1° febbraio 2026, l’associazione tra POS e registratori telematici deve essere completata online entro il 30 aprile. La procedura collega i terminali agli strumenti usati per certificare i corrispettivi e, per questa decorrenza, il termine non dipende dalla disponibilità del servizio web dell’Agenzia delle Entrate. Gli operatori devono verificare la data di attivazione, eseguire l’abbinamento entro la scadenza e rispettare l’obbligo per evitare le sanzioni previste dalla disciplina.
La tassazione del differenziale tra il costo sostenuto da un professionista per acquistare un credito d’imposta e il suo valore fiscale resta incerta dopo il Telefisco del 5 febbraio. Il principio di onnicomprensività della riforma fiscale e l’articolo 54 del TUIR hanno alimentato il dubbio sulla qualificazione del provento come reddito professionale. Il viceministro Maurizio Leo ha prospettato la possibilità di trattarlo come reddito diverso, con effetti su prelievo e adempimenti. In attesa di chiarimenti, occorre documentare correttamente il differenziale.
Nel 2026 artigiani e commercianti dovranno sostenere una contribuzione previdenziale più elevata, in base alle aliquote e ai parametri fissati dall’INPS con la circolare 14/2026. L’aumento, pur contenuto, incide sui costi delle attività autonome e va calcolato considerando reddito, massimali e contribuzione minima. I versamenti restano articolati in quattro scadenze; forfettari, nuove aperture e contribuenti oltre i 65 anni possono però seguire regole o beneficiare di riduzioni specifiche. Va quindi verificato inquadramento, soglie e calendario applicabile.
Le nuove regole della participation exemption, introdotte dalla Manovra 2026, subordinano il beneficio a una partecipazione almeno del 5% oppure a un valore fiscale di almeno 500.000 euro, ma restano dubbi sulle quote detenute tramite veicoli societari e sulle partecipazioni frazionate. Il MEF ha annunciato possibili correttivi, anche per coordinare dividendi e ritenute ai soci esteri con il diritto dell’Unione europea. Holding e gruppi devono quindi valutare con cautela dismissioni e strutture indirette, distinguendo le regole vigenti dagli interventi attesi.
Il superamento di 85.000 euro di compensi può far decadere dal regime forfettario anche quando l’eccedenza deriva da somme ricevute per errore e poi restituite al committente. Secondo la risposta 26/E del 2025, ai fini della soglia rileva quanto è stato percepito nel periodo, non il fatto che il pagamento sia risultato successivamente non dovuto. La restituzione non annulla quindi il superamento né evita l’uscita dal regime e i relativi adempimenti. Professionisti e ditte individuali devono controllare incassi e documentazione prima di applicare l’agevolazione.
La partecipazione a un contratto di rete non fa perdere, di per sé, il regime forfettario: ogni professionista conserva la propria soggettività fiscale e svolge individualmente l’attività. La risposta 24/2026 dell’Agenzia delle Entrate ammette la condivisione di dipendenti, purché la rete non realizzi un frazionamento dell’attività, una gestione comune sostanziale o una causa ostativa prevista dalla legge. Prima di aderire occorre verificare contratto e ruoli, perché la collaborazione resta compatibile solo se non altera l’autonomia professionale dei partecipanti.
La riforma attuativa della legge 21/2024, ancora all’esame parlamentare, punta a definire meglio la responsabilità degli amministratori privi di deleghe operative. Le decisioni sulla crisi non potranno essere scaricate sul singolo, mentre verbali completi, motivazioni e conflitti di interesse saranno essenziali per dimostrare il corretto adempimento dei doveri. Il quadro include riservatezza e sanzioni, avvicina i direttori generali agli amministratori e premia la tracciabilità: i consigli dovranno rafforzare procedure e verbali, in attesa del decreto definitivo.
Per ASD e SSD la Certificazione Unica 2026, riferita ai redditi 2025, cambia in modo sostanziale la rilevazione dei compensi e dei rapporti di lavoro sportivo. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 15707 del 15 gennaio 2026 introduce campi per indicare la durata del rapporto, le somme che non concorrono al reddito, i conguagli effettuati da altri sostituti e nuovi dati nella sezione dedicata. Restano quindi essenziali la corretta qualificazione del rapporto e il controllo delle soglie fiscali e contributive prima dell’invio.
ASD e SSD possono chiedere l’esclusione dalla tassa rifiuti per le superfici degli impianti sportivi nelle quali non si producono rifiuti assimilabili agli urbani, secondo i principi affermati dalla normativa e dagli orientamenti ministeriali. Palestre, campi, piscine e aree tecniche vanno però distinti dagli spazi destinati a uffici, bar, spogliatoi o altre attività, normalmente tassabili. Per ottenere l’agevolazione occorre documentare l’uso delle aree, presentare la richiesta al Comune e verificare eventuali rimborsi o rettifiche.
La CU 2026 introduce indicazioni specifiche per i compensi degli sportivi dilettantistici, dando evidenza alla somma esente prevista dalla legge di Bilancio 2025 e all’eventuale ulteriore detrazione. Il punto 720 consente di dettagliare il reddito sportivo rilevante, così da collegare correttamente compensi, franchigia e imposta dovuta. ASD e SSD devono applicare le istruzioni in base alla natura del rapporto, distinguendo lavoro dipendente e collaborazione sportiva, per evitare errori nella certificazione e nella successiva dichiarazione dei redditi.