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Tutti gli articoli pubblicati da Studio Pizzano: fisco, contabilità e bilancio, società e imprese, agevolazioni, bonus edilizi, enti sportivi e quesitario. Questa pagina serve per consultazione e ricerca.

Enti Sportivi

Mostrati 1-10 di 570 articoli

Settembre 2026

9set 2026

Affidamento diretto degli impianti sportivi: i limiti fissati dall’ANAC

Un Comune può affidare direttamente un impianto sportivo a un ente sportivo senza scopo di lucro che proponga di riqualificarlo con risorse proprie, ma l’eccezione dell’articolo 5 del Dlgs 38/2021 è residuale. Secondo ANAC, l’assenza di gara è ammessa solo se arriva un’unica proposta da un solo operatore e il valore della concessione resta sotto la soglia europea; durata e scelta dell’ente devono essere proporzionate e motivate. Restano incerti il contenuto del piano economico-finanziario e i criteri per calcolare il valore, da definire con cautela.

8set 2026

Lucratività attenuata: le SSD devono scegliere fra dividendi e agevolazioni

Le società sportive dilettantistiche costituite come società di capitali o cooperative devono scegliere tra lucratività attenuata e agevolazioni fiscali. Secondo la circolare 7/E/2026, per decommercializzare ai fini IRES e IVA i corrispettivi specifici occorre conservare nello statuto il divieto assoluto di distribuzione, anche indiretta, degli utili imposto dall’articolo 148, comma 8, TUIR, incompatibile con la distribuzione consentita dalla riforma dello sport. Le SSD devono quindi adeguare le clausole; le ASD non sono coinvolte nello stesso conflitto.

7set 2026

Volontari sportivi: quando il rimborso forfetario diventa imponibile

Il rimborso forfetario riconosciuto ai volontari sportivi entro 400 euro mensili non costituisce di regola reddito, ma concorre comunque al limite annuo di 15.000 euro previsto per i compensi del lavoro sportivo dilettantistico. Se tale soglia è già stata raggiunta con altri compensi, il rimborso successivo diventa interamente imponibile come reddito di lavoro autonomo e l’ente deve applicare la ritenuta. Prima del pagamento occorre acquisire l’autocertificazione del volontario, sommare quanto ricevuto da tutti gli enti e trasmettere al RASD i dati richiesti.

4set 2026

Regime forfettario per lavoratori sportivi: la franchigia dei 15.000 euro

Nel regime forfettario del lavoratore sportivo autonomo, la franchigia fiscale di 15.000 euro si applica soltanto ai compensi sportivi eccedenti tale soglia: i primi 15.000 euro non concorrono al reddito imponibile. Devono però essere conteggiati per verificare il limite ordinario di 85.000 euro e quello di 100.000 euro che determina l’uscita immediata dal regime. La franchigia è unica per tutti i rapporti dell’anno, richiede un’autocertificazione all’ente e non coincide con la soglia previdenziale di 5.000 euro né con il trattamento dei premi.

4set 2026

Rimborsi forfetari volontari sportivi: quando scatta la ritenuta

I rimborsi forfetari ai volontari sportivi concorrono alla soglia annua di 15.000 euro del lavoro sportivo dilettantistico. Quando il totale viene superato, la parte rilevante diventa reddito e l’ente erogante deve applicare la ritenuta d’acconto prevista dall’articolo 25 del DPR 600/1973. La base della ritenuta dipende dal momento in cui si supera la soglia: non si calcola automaticamente sull’intero cumulo dei rimborsi già pagati. L’ente deve acquisire le informazioni, verificare l’autocertificazione e gestire la ritenuta sui pagamenti successivi.

3set 2026

Agevolazioni fiscali Asd dipendono dall’attività in concreto

Un’associazione sportiva dilettantistica conserva le agevolazioni fiscali quando le attività svolte, anche se riferite a discipline diverse da quella principale e praticate dalla maggioranza degli iscritti, restano funzionali agli scopi statutari. La pronuncia della Corte di giustizia tributaria pugliese esclude che bastino la prevalenza dei tesserati o una lettura formale dello statuto per negare il regime dell’articolo 148 del Tuir: occorre valutare la sostanza dell’attività, la sua organizzazione e il collegamento con le finalità sportive dichiarate.

2set 2026

RASD, attività sportiva o didattica: una sola basta per restare iscritti

Per conservare l’iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, a un ente sportivo dilettantistico basta svolgere una sola tra attività sportiva, didattica e formativa: è la risposta del RASD, nonostante le formule diverse del decreto legislativo 36/2021 e del regolamento. La verifica triennale può riguardare enti concentrati sui corsi o sull’agonismo, ma l’assenza di un chiarimento ufficiale impone prudenza. Statuto, attività effettiva e documentazione devono essere coerenti per evitare contestazioni e cancellazione dal Registro.

1set 2026

SSD, la lucratività attenuata non basta per la decommercializzazione fiscale

Una SSD può rispettare la lucratività attenuata della riforma dello sport e non ottenere la decommercializzazione dei corrispettivi specifici versati da soci e tesserati. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che l’agevolazione dell’art. 148, comma 3, TUIR richiede il divieto pieno di distribuire utili, più rigoroso del D.Lgs. 36/2021. Statuto e atto costitutivo devono contenere le clausole fiscali necessarie, inclusa la destinazione del patrimonio: conformità sportiva e beneficio tributario restano requisiti distinti.

Agosto 2026

31ago 2026

Istruttori sportivi stranieri in Italia: quando scatta la ritenuta del 30%

Quando un’ASD o una SSD remunera un istruttore sportivo straniero residente fuori dall’Italia per una prestazione occasionale, il compenso è reddito diverso: l’ente, quale sostituto d’imposta, deve trattenere il 30% a titolo definitivo sull’intero lordo. La soglia di esenzione di 15.000 euro prevista per i compensi sportivi non si applica. Prima di pagare occorre verificare residenza, convenzione contro le doppie imposizioni, codice fiscale e adempimenti dichiarativi; se ricorrono i presupposti, l’alternativa è un rimborso forfettario a un volontario.

28ago 2026

Controlli RUNTS sugli enti del Terzo settore: i tre verbali

Il DM 198/2026 definisce i modelli per verbalizzare i controlli sugli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS. Esistono tre schemi: uno per le verifiche ordinarie, uno per gli interventi straordinari e uno per gli enti irreperibili. RUNTS, reti associative e centri di servizio per il volontariato dovranno documentare l’attività seguendo il modello pertinente, con esiti, richieste e adempimenti coerenti con la situazione accertata. Gli ETS devono mantenere aggiornati dati, documentazione, così da dimostrare requisiti e regolarità quando il controllo viene avviato.