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Tutti gli articoli pubblicati da Studio Pizzano: fisco, contabilità e bilancio, società e imprese, agevolazioni, bonus edilizi, enti sportivi e quesitario. Questa pagina serve per consultazione e ricerca.

Enti Sportivi

Mostrati 21-30 di 570 articoli

Agosto 2026

12ago 2026

Società sportive dilettantistiche e distribuzione di utili: addio alle agevolazioni fiscali

La circolare n. 7/E chiarisce gli effetti della riforma dello sport sulle ASD e sulle SSD, ma introduce una conseguenza gravosa: la distribuzione, anche parziale, di utili fa venir meno le agevolazioni degli enti privi di scopo di lucro. La lucratività attenuata non conserva automaticamente la decommercializzazione dei corrispettivi specifici. Vanno coordinati soglia di 15.000 euro per il lavoro sportivo, rimborsi ai volontari, Irap, Iva e regime 398/1991. Prima di modificare statuto o deliberare pagamenti, le SSD devono verificare gli obblighi al RASD.

3ago 2026

Trasparenza retributiva nello sport: cosa cambia con il D.Lgs. 96/2026

Il D.Lgs. 96/2026, in vigore dal 7 giugno 2026, applica la trasparenza retributiva anche ad ASD e SSD, senza esenzioni: persino un’associazione con un solo dipendente deve indicare condizioni trasparenti negli annunci, non chiedere la retribuzione precedente e garantire il diritto di informazione. Nel calcio, però, il confronto tra lavoro uguale e di pari valore dipende dal CCNL; contratti diversi per uomini e donne possono limitare la comparabilità e l’effetto riequilibratore della norma, in attesa dei chiarimenti ministeriali entro fine 2026.

Luglio 2026

24lug 2026

Fringe benefit auto aziendali: tassazione più alta dopo cinque anni

Il decreto Omnibus modifica il fringe benefit delle auto aziendali assegnate ai dipendenti: per i veicoli che hanno superato cinque anni dalla prima immatricolazione, il valore imponibile aumenta del 50%. Restano in linea generale le percentuali legate all’alimentazione introdotte dalla legge di bilancio 2025, salvo la clausola di salvaguardia. Datori di lavoro, HR e consulenti dovranno quindi rivedere imponibile, ritenute e contribuzione per le flotte interessate, considerando anche riassegnazioni, optional e valore normale.

22lug 2026

Lavoro sportivo autonomo quadro RR: come funziona

Per il lavoratore sportivo autonomo dilettantistico, la Sezione III del quadro RR si calcola sui compensi lordi incassati, non sul reddito netto. Dopo la franchigia di 5.000 euro, la base imponibile IVS è ridotta al 50% fino al 2027 e l’aliquota dipende dalla scelta tra codice E e codice F. Chi svolge anche un’altra professione deve tenere separate le due basi imponibili, coordinandole con il massimale della Gestione separata. Le regole valgono per ASD e SSD, atleti e collaboratori e seguono le istruzioni INPS aggiornate al 2026.

22lug 2026

Sponsorizzazioni sportive dilettantistiche: come evitare la riqualificazione

La sponsorizzazione di una ASD o SSD è deducibile entro 200.000 euro annui quando il rapporto ha effettiva natura pubblicitaria e rispetta le quattro condizioni previste dall’art. 12, comma 3, del D.Lgs. 36/2021. La presunzione assoluta tutela l’impresa dalle contestazioni di congruità o antieconomicità, come conferma la Cassazione, ma non copre erogazioni prive di una reale controprestazione. Occorre documentare l’attività promozionale, conservando contratto, fatture, pagamenti e prove dell’esecuzione, per evitare la riqualificazione del sostegno come liberalità.

21lug 2026

Fatture al tesserato sportivo: quando si applica il regime fiscale agevolato

Il lavoratore autonomo che fattura a un privato tesserato presso una federazione sportiva può applicare il regime agevolato se il rapporto rientra nel lavoro sportivo e, secondo la lettura prudenziale richiamata, anche il prestatore possiede la necessaria qualifica o tessera. La verifica consente l’esenzione IRPEF fino a 15.000 euro annui e contributiva INPS fino a 5.000 euro, con imponibile eccedente ridotto del 50% fino al 2027; il regime è compatibile con il forfettario. Dal 15 maggio 2026 la fattura elettronica segnala l’esenzione con il codice ESENZSPORT.

Giugno 2026

30giu 2026

Iva corsi sportivi: esenzione solo dal 17 agosto 2023

Dal 17 agosto 2023 i corsi strettamente connessi alla pratica sportiva sono esenti da IVA quando un organismo senza fine di lucro li rende a chi pratica sport, in base all’art. 36-bis del D.L. 75/2023. Per il periodo precedente non basta il richiamo retroattivo alla norma sull’insegnamento: la giurisprudenza europea esclude che corsi specialistici come nuoto o guida siano automaticamente scolastici ai fini IVA. ASD e SSD devono quindi qualificare ogni prestazione come fuori campo associativo, esente per reale attività didattica oppure imponibile.

26giu 2026

Contributi pubblici ricevuti nel 2025: ASD e SSD alla prova della trasparenza entro il 30 giugno 2026

ASD, SSD, enti non profit e imprese devono pubblicare entro il 30 giugno 2026 le informazioni sulle erogazioni pubbliche incassate nel 2025 quando il totale raggiunge 10.000 euro. La soglia si verifica con criterio di cassa, sommando gli importi ricevuti da enti pubblici, non quelli soltanto deliberati. Le SSD con bilancio ordinario utilizzano la nota integrativa; ASD e soggetti non tenuti a quel documento pubblicano i dati su sito o portale digitale accessibile. L’omissione espone all’1% dell’importo, con minimo 2.000 euro, e nei casi più gravi alla restituzione.

26giu 2026

RUNTS, entro il 30 giugno 2026 la comunicazione dei dati associativi

Gli ETS iscritti al RUNTS devono verificare entro il 30 giugno 2026 la correttezza dei dati su associati, lavoratori e volontari. Per gli enti associativi diversi da ODV e APS è richiesto il primo popolamento informativo; ODV e APS intervengono solo se i dati sono cambiati rispetto al 31 dicembre 2025. Il D.M. 2/2026 introduce anche la delega telematica, porta a 180 giorni il termine per depositare il bilancio dalla chiusura dell’esercizio e abilita al deposito gli esperti contabili iscritti alla sezione B dell’Albo, con responsabilità definite.

9giu 2026

Trasparenza retributiva: nuove regole per assunzioni, stipendi e gestione del personale

Dal 7 giugno 2026 tutti i datori di lavoro devono indicare la fascia retributiva negli annunci, non chiedere la storia salariale del candidato, rendere accessibili i criteri di paga e considerare nulle le clausole di segretezza. Le imprese con almeno 100 dipendenti devono inoltre comunicare il gender pay gap secondo sette indicatori e scadenze graduate. In caso di contenzioso, la violazione può far ricadere sul datore l’onere della prova: diventano quindi essenziali criteri documentati per mansioni di pari valore e informazioni retributive verificabili.