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Tutti gli articoli pubblicati da Studio Pizzano: fisco, contabilità e bilancio, società e imprese, agevolazioni, bonus edilizi, enti sportivi e quesitario. Questa pagina serve per consultazione e ricerca.

Società, imprese e Professionisti

Mostrati 21-30 di 430 articoli

Agosto 2026

5ago 2026

Composizione negoziata crisi di impresa: l’accordo transattivo con l’AdE nella circolare 5/E

Nella composizione negoziata della crisi, l’accordo transattivo previsto dall’art. 23, comma 2-bis, CCII consente di proporre al Fisco riduzioni e dilazioni dei debiti tributari, compresa l’IVA. La soluzione richiede però un’istruttoria documentale completa, due attestazioni rilasciate da professionisti diversi e l’autorizzazione del tribunale prima dell’esecuzione. Le misure protettive non bloccano, nella fase precedente all’esecuzione forzata, i controlli, gli accertamenti e la riscossione dell’Amministrazione finanziaria.

4ago 2026

Certificazione unica errata o mancante: come tutelare la ritenuta d’acconto

Il compenso incassato al netto della ritenuta può essere dichiarato e la ritenuta scomputata anche senza Certificazione unica, se il percipiente dimostra l’operazione con fattura, prova dell’incasso netto e dichiarazione sostitutiva di atto notorio. La giurisprudenza ammette mezzi di prova diversi dalla certificazione del sostituto e tutela chi non può rispondere dell’omesso versamento quando la ritenuta è stata realmente operata. Se la CU è errata, è opportuno chiedere subito una certificazione sostitutiva e conservare ogni evidenza per il controllo.

4ago 2026

Irap associazioni professionali: la Consulta apre all’esenzione

La pronuncia n. 153 del 2026 della Corte costituzionale estende alle associazioni professionali l’esclusione dall’Irap prevista per il professionista individuale quando l’attività resta personale. Il criterio decisivo è l’assenza di una struttura collettiva spersonalizzata: se il reddito è imputato ai singoli associati, l’imposta non è dovuta. Negli studi misti vanno separate le componenti. In caso di contestazione, spetta all’amministrazione finanziaria dimostrare l’esercizio associato, mentre lo studio deve documentare organizzazione e imputazione del reddito.

IRAP5 min

Luglio 2026

31lug 2026

Ritenuta d’acconto non versata: il professionista non ne risponde

Se il sostituto d’imposta ha trattenuto la ritenuta d’acconto sul compenso ma non l’ha versata, il professionista conserva il diritto di scomputarla e non deve pagare nuovamente l’imposta. La ritenuta effettivamente subita può essere provata anche senza Certificazione unica, con fattura, accredito bancario del netto e dichiarazione sostitutiva. La responsabilità solidale del professionista può invece emergere quando la ritenuta non è stata mai effettuata: è quindi decisiva la distinzione tra trattenuta operata e semplice omissione del versamento.

29lug 2026

Bed & breakfast: tassazione, Iva e detrazioni fiscali

Il trattamento fiscale del bed & breakfast dipende dalla continuità dell’attività: quando l’accoglienza è abituale si configura reddito d’impresa, con applicazione dell’IVA al 10%, mentre per l’attività occasionale i compensi rientrano nei redditi diversi e restano fuori campo IVA. L’esercizio individuale non sconta l’IRAP dal 2022, ma non può applicare la cedolare secca, perché colazione e servizi accessori distinguono il B&B dalla locazione breve. Per gli interventi edilizi sull’immobile usato promiscuamente, la detrazione Irpef del 50% si riduce a metà.

Imprese4 min
29lug 2026

Abuso di maggioranza nelle delibere: quando scatta la tutela

Una delibera societaria può essere annullata per abuso di maggioranza solo quando il voto di controllo, pur regolare, è privo di una giustificazione nell’interesse sociale oppure nasconde l’intento di danneggiare la minoranza. Non è sufficiente che l’operazione si riveli svantaggiosa: se la perdita riguarda indistintamente tutti i soci, manca di per sé l’abuso. Chi impugna deve dimostrare il pregiudizio e la deviazione dello scopo sociale, mentre amministratori e maggioranza devono motivare la scelta e conservarne la documentazione.

28lug 2026

Società cancellata accertamento notificato ex socio valido

Se una società è cancellata dal Registro delle imprese, l’avviso di accertamento successivo deve essere riferito al soggetto che può subirne gli effetti. L’ex liquidatore non è più legittimato a rappresentare l’ente estinto, mentre l’ex socio può impugnare l’atto quale successore nei debiti sociali ai sensi dell’art. 2495 c.c. Per le cancellazioni dal 13 dicembre 2014, entro i cinque anni previsti dall’art. 28, comma 4, del D.Lgs. 175/2014 opera il regime differito. La data di cancellazione stabilisce quindi chi può stare in giudizio e come impostare la difesa.

28lug 2026

Pagamenti PA ai professionisti: la verifica di regolarità fiscale

Dal 15 giugno 2026 la Pubblica amministrazione deve verificare la regolarità fiscale anche prima di pagare a un professionista somme fino a 5.000 euro. Il compenso viene bloccato soltanto se il debito affidato alla riscossione raggiunge almeno la stessa soglia: sotto, il pagamento procede; sopra, l’importo è ripartito tra agente della riscossione e professionista. Il controllo segue il nuovo comma 1-ter dell’art. 48-bis del D.P.R. 602/1973. La fattura resta contabilizzata con le regole ordinarie, mentre l’eventuale trattenuta va gestita come partita di giro.

27lug 2026

Sospensione lavoro soci cooperativa: serve una causa specifica

La cooperativa può sospendere il rapporto di lavoro del socio per forza maggiore o difficoltà oggettive solo se il regolamento interno individua le cause concrete. Ogni provvedimento richiede una delibera specifica del consiglio di amministrazione e criteri oggettivi di turnazione, per distribuire il sacrificio tra i soci. Diverso è il piano di crisi, che può ridurre i trattamenti economici integrativi ma deve indicare un termine finale. Le regole tutelano il doppio rapporto del socio e impediscono sospensioni generiche o indefinite per gestire il calo di attività.

27lug 2026

Crediti d’imposta superbonus ceduti ai professionisti: tassato solo il differenziale

Per i crediti d’imposta acquistati a sconto, il correttivo della riforma fiscale propone una disciplina: il differenziale positivo tra valore nominale e prezzo pagato diventa reddito diverso, tassato con imposta sostitutiva del 26%, salvo che il credito costituisca il corrispettivo diretto di una prestazione. La regola, applicabile dal 2024 a tutti i contribuenti, supera le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate. Chi ha già tassato l’intero importo può correggere la dichiarazione con un’integrativa, ma senza ottenere il rimborso delle maggiori somme versate.